La Val Resia ed il suo aglio: il legame inscindibile tra un prodotto d’eccellenza ed il suo territorio d’origine

La Val Resia ed il suo aglio: il legame inscindibile tra un prodotto d’eccellenza ed il suo territorio d’origine
28 Lug 2016

L’aglio di Resia (in resiano Rozajanski Strok, o più semplicemente Strok) rappresenta un prodotto di nicchia del Friuli Venezia Giulia, molto ricercato e spesso considerato introvabile dai suoi estimatori. Inserito nell’elenco regionale dei prodotti agroalimentari nazionali, negli ultimi anni è diventato motivo di traino per un progetto di sviluppo e rilancio di una valle montana marginale, ma fortemente legata al suo ambiente ed alla sua particolarissima identità. Non ci sono date precise che stabiliscano l’inizio della coltivazione dello Strok in Val Resia, ma numerosissime testimonianze orali degli anziani della zona parlano di appezzamenti di aglio coltivati già in passato da nonni e bisnonni. Sicuramente, quindi, si tratta di una coltivazione molto antica, che affonda le sue radici nella storia e nella cultura della vallata e della sua gente. Per capirne le ragioni è necessario fare un salto indietro e parlare un po’ della storia di questa Valle e dei suoi abitanti, i resiani. A Resia vive, infatti, una nutrita comunità che pare abbia avuto origine dall’infiltrazione nella vallata di antiche popolazioni slave dell’arco alpino e prealpino orientale. Esse migrarono al seguito degli Avari, che abbandonarono il nomadismo e si stabilirono intorno al VI-VII secolo proprio in questo territorio. Le ricerche finora effettuate hanno stabilito che la popolazione della valle costituisce un unicum: non solo non hanno evidenziato affinità genetiche tra i resiani e le altre comunità della regione, ma nemmeno con altre popolazioni europee ed extraeuropee. Non vi sono documentazioni certe, ma l’ipotesi che secondo gli studiosi meglio spiega questo fenomeno di deriva genetica sembra essere lo stanziamento nella zona di poche famiglie iniziali, alcune probabilmente già imparentate fra di loro, che si distribuirono lungo la valle fondando diversi villaggi. L’isolamento geografico del territorio ha sfavorito nei secoli gli scambi con le popolazioni limitrofe, consentendo il mantenimento del patrimonio genetico dei fondatori. Ma non solo. Questa condizione di isolamento, che per molti versi è stata considerata un limite all’economia ed allo sviluppo del territorio, si trasforma in un’immensa risorsa se si considera il ruolo che ha giocato nel mantenere intatti nei secoli anche lingua, tradizioni, danze, musiche e folklore, che non hanno eguali né in Europa, né nel resto del mondo. Foto folk 2Un esempio è rappresentato dalla musica tradizionale, del tutto diversa da quella del resto della regione, che si avvale del violino (zitira) e del violoncello a tre corde (bunkula), adattati e suonati con tecniche diverse da quelle classiche e sempre accompagnati dal ritmico battere dei piedi dei suonatori sul palco. Non essendoci spartiti, le melodie vengono tramandate da secoli dagli adulti ai giovani, di generazione in generazione. Altra particolarità che contraddistingue la Valle è la lingua, studiata da vari decenni da linguisti e filologi. Essa appartiene al ceppo delle lingue slave ed è stata catalogata in particolare come lingua paleoslava, essendosi sviluppato dallo slavo alpino. Tuttavia il resiano non solo si distingue nettamente dallo sloveno moderno, che ha avuto origine dal medesimo ceppo, ma anche dagli altri dialetti sloveni parlati nell’area che si estende dalla Val Torre a Capodistria. Questi sono solo alcuni degli aspetti che rendono la Val Resia unica sotto molti punti di vista. E’ facile intuire, quindi, come anche lo Strok sia indissolubilmente legato alla Valle ed alle sue vicende. E’ ragionevole ritenere, infatti, che anche questa coltura sia stata introdotta dalle antiche popolazioni che si stabilirono in quest’area e che portarono con sé la propria cultura agricola, oltre ai propri usi e costumi. Questa particolare varietà deriverebbe, quindi, da un suo “antenato” proveniente dalla medesima zona di origine dei resiani. L’unicità, però, è anche legata al suo adattamento alle caratteristiche pedo-climatiche del territorio ed al processo di selezione effettuato nei secoli da parte degli agricoltori locali. Tutti questi fattori gli conferiscono alcune particolarità organolettiche che lo rendono un prodotto unico e ricercatissimo, apprezzato già nell’antichità, quando veniva venduto o utilizzato come merce di scambio sia in Friuli, sia all’estero.

Quali sono, quindi, le caratteristiche che lo rendono così apprezzato e nettamente distinguibile dalle altre varietà di aglio presenti in commercio? Dal punto di vista organolettico, ha un gusto molto intenso e persistente, con un profilo aromatico particolarmente ricco, ma privo della nota acre che caratterizza le varietà più comuni, da cui si distingue anche per la maggiore digeribilità. Appartiene al gruppo degli agli rossi, in quanto presenta gli involucri (tuniche) degli spicchi con pigmentazione e striature tendenti al rosato, al rosso, fino al violaceo. Ha dimensioni ridotte ed un numero di spicchi che varia da 6 a 8, più raramente 10. campo coltivatoQuesti sono disposti in un’unica corona, senza bulbilli interni caratteristici di altre varietà. Lo Strok viene coltivato ancora oggi in piccoli appezzamenti sparsi sul territorio, a ridosso delle diverse frazioni della Val Resia. Le caratteristiche dei terreni, unite ai metodi di coltivazione tradizionali ed al microclima tipico della valle, permettono di ottenere un prodotto di pregio, tipico ed irripetibile in altri contesti produttivi, come dimostrato da vari studi. Perciò il disciplinare di produzione, a cui aderiscono i soci dell’associazione Produttori aglio di Resia – Rozajanski Strok, consente la coltivazione dello stesso esclusivamente nel territorio del comune di Resia. L’attenzione per questo prodotto è progressivamente aumentata negli ultimi anni grazie al cosiddetto “Progetto Strok”, promosso da un’amministratrice locale nel 2003. Esso ha coinvolto diversi enti ed associazioni, nonché l’Università degli studi di Udine, fino a suscitare l’interesse di Slow Food, associazione internazionale che ha tra i propri princìpi la tutela dei prodotti alimentari e le modalità di produzione legati ad uno specifico territorio, nell’ottica di salvaguardare la biodiversità. Le caratteristiche organolettiche dell’orticola, le tradizionali tecniche colturali, i ridottissimi volumi produttivi ed il forte legame con il territorio e la comunità della Val Resia hanno portato nel 2004 all’assegnazione del contrassegno identificativo “Presidio Slow Food” all’aglio di Resia.

Ciò rappresenta una garanzia per il consumatore, nonché un importante strumento di promozione non solo per lo Strok, ma anche per la Val Resia. La riscoperta dei cibi tradizionali avvicina, infatti, i consumatori al mondo della produzione, ma anche al territorio, alla gente ed alla cultura del luogo, creando così un legame indissolubile tra il prodotto ed il suo territorio di provenienza. Tutto ciò favorisce un turismo di nicchia, interessato non semplicemente ad acquistare il prodotto, ma a vivere un’esperienza di immersione nel suo luogo di origine: essere accolti nelle aziende agricole, visitare i campi coltivati, parlare con i contadini e conoscere le usanze locali rendono la vacanza, breve o lunga che sia, un ricordo speciale nel visitatore.

Festa Aglio ResiaChi desidera provare questa esperienza unica, può partecipare alla Festa dell’aglio di Resia, che si svolgerà domenica 31 luglio nella frazione di Prato. L’evento è organizzato dalla Pro loco Val Resia e comprende varie iniziative: camminate, degustazioni, analisi sensoriali di vari prodotti e conferenze informative, laboratori e visite alla sede dell’Ente Parco delle Prealpi Giulie. Non mancherà, naturalmente, il mercato per le vie del paese, in cui sarà possibile acquistare il rinomato ortaggio, oltre ad altri Presìdi Slow Food regionali, pubblicazioni sull’argomento e prodotti artigianali tipici; infine si potrà assistere all’esibizione del Gruppo folkloristico Val Resia. Per chi vorrà fermarsi a pranzo, saranno disponibili gustosi menu, il cui protagonista sarà, ovviamente, il poliedrico Strok. Quest’anno è, inoltre, disponibile un servizio gratuito di bus navetta da Udine a Resia.

Per informazioni:

www.resianet.org

www.agliodiresia.it

www.slowfood.it

 

Autore: dott.ssa Maria Ida Turello

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