La tutela della biodiversità agraria

La tutela della biodiversità agraria
27 Apr 2015

In vista della nuova fase di programmazione 2014-2020; nel 2012 è stato pubblicato il decreto del Ministro delle Politiche Agricole che adotta le “Linee guida nazionali per la conservazione in-situ, on-farm ed ex-situ, della biodiversità vegetale, animale e microbica di interesse agrario”. Considerata l’importanza che le Linee guida nazionali assumono, per meglio indirizzare le misure di sviluppo rurale dei PSR rivolte alla salvaguardia della biodiversita’, lo possiamo considerare il primo significativo lavoro nel quale si propongono oltre alle linee operative per la tutela della biodiversità animale e vegetale anche di quelle microbiche di interesse alimentare e del suolo.

La nuova Programmazione dello Sviluppo Rurale conferma tra le priorità la tutela delle varietà vegetali e delle razze a rischio di estinzione. Gli interventi a sostegno della tutela dell’agrobiodiversità mantengono un ruolo importante anche nella nuova programmazione 2014-2020 per lo sviluppo rurale.

Infatti tra le priorità dell’obiettivo tematico 6 “Tutelare l’ambiente e promuovere l’uso efficiente delle risorse“, troviamo la messa in atto di politiche per favorire la tutela e la diffusione dei sistemi agricoli e forestali ad alto valore naturale, mantenendo o ripristinando la diversità ambientale tipico del paesaggio rurale italiano e salvaguardando razze animali e vegetali in pericolo di estinzione, in coerenza con le Linee Guida per la biodiversità agraria, che definiscono norme per il censimento e la conservazione delle stesse.

Interventi a sostegno della conservazione e all’uso e sviluppo delle risorse genetiche in agricoltura sono previsti all’interno dei pagamenti agro-climatici-ambientali, art. 28, comma 9 del Regolamento n. 1305/2013. Il testo dell’accordo prevede che le azioni cofinanziate dal FEASR finalizzate alla conservazione della biodiversità, saranno realizzate attraverso un approccio innovativo e concentrato in aree in cui i fenomeni di perdita della biodiversità sono più spiccati.

Le tipologie di azioni ricadono principalmente nelle misure agro-climatiche-ambientali, nell’agricoltura biologica, nelle indennità per Natura 2000 e negli investimenti non produttivi aziendali. Un’azione a favore della conservazione della biodiversità animale sarà realizzata a livello nazionale per far fronte ai problemi dovuti ai cambiamenti climatici, alle emissioni in agricoltura e al miglioramento delle condizioni di benessere degli animali. La misura sarà realizzata a livello nazionale per assicurare un’azione omogenea ed efficace sull’intero territorio. Questo, per grandi linee, quanto previsto per la nuova programmazione.

Preservare la biodiversità in agricoltura significa mantenere la molteplicità dei paesaggi agrari tradizionali, fornire prodotti alimentari con determinate caratteristiche organolettiche e che soddisfano le richieste del consumatore. Le diverse azioni intraprese hanno consentito agli agricoltori di ricevere un compenso per i costi supplementari e la perdita di reddito derivanti dall’attività di conservazione di varietà a rischio di erosione genetica e razze animali minacciate di abbandono. Beneficiari di queste azioni sono principalmente gli “Agricoltori custodi”, soggetti che, a seguito di iscrizione in appositi albi regionali sulla base di esperienza e di determinate caratteristiche aziendali, provvedono alla conservazione on farm delle risorse genetiche a rischio di estinzione iscritte.

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