L’uso della fosfina nei cereali e le buone prassi operative nel biologico

L’uso della fosfina nei cereali e le buone prassi operative nel biologico
02 Giu 2015

I cereali, una volta giunti a maturazione, vengono raccolti e destinati ad un processo di sanificazione e di stoccaggio. La sanificazione o disinfestazione è un processo fondamentale per la corretta conservazione delle granelle in quanto le derrate di cereali possono subire durante il loro trasporto e/o stoccaggio (soprattutto se protratto per lunghi tempi) l’attacco di parassiti infestanti, con notevoli conseguenze in termini di perdite economiche per gli operatori del settore. La tecnica più diffusa per il controllo degli infestanti nei depositi di cereali prevede che le celle di stoccaggio e le cisterne di trasporto siano sottoposte a fumigazione con sostanze chimiche che agiscono contro i parassiti. A tal fine viene usata la fosfina ovvero idrogeno fosforato (PH3), un gas altamente tossico sia per gli animali che per l’uomo, che viene impiegato come disinfestante per contrastare i problemi della conservazione in magazzino dei cereali, soggetti, durante lo stoccaggio, ad attacchi da parte di parassiti, insetti e muffe. Se il suo utilizzo avviene in maniera corretta, i possibili residui di sostanze estranee nelle derrate alimentari sono estremamente contenuti e comunque inferiori ai valori massimi fissati dalla normativa sulle sostanze estranee e sui componenti presenti negli alimenti.

È importante precisare che l’uso di queste sostanze è comunque permesso solo per prodotti convenzionali mentre per i prodotti provenienti da agricoltura biologica, l’utilizzo diretto di fosfina è vietato lungo tutta la filiera. Nel caso del cereale biologico, una volta avvenuta la raccolta, il prodotto viene di norma trasportato in centri di stoccaggio che provvedono alla conservazione della materia prima. L’obiettivo principale durante questo processo consiste nella corretta gestione delle materie prime in ingresso, attraverso la quale si assicura una adeguata separazione delle singole partite, preservandone l’integrità, prevenendone il deterioramento e al contempo mantenendone inalterate le caratteristiche organolettiche. Al fine di conservare l’integrità del prodotto è bene che la fase di stoccaggio avvenga in strutture bio-dedicate. Dovendo escludere completamente il ricorso ai prodotti chimici, sia l’impianto di stoccaggio del cereale biologico, sia l’intera filiera di trasformazione del medesimo operano pressoché esclusivamente attraverso l’adozione di tecniche di prevenzione. Le pratiche più diffuse in questo senso sono:

la refrigerazione delle masse;

l’utilizzo di gas inerti (anidride carbonica, azoto);

l’utilizzo di insetticidi naturali (piretro, polvere di diatomee, ecc.).

Le attuali normative in materia di igiene e sicurezza alimentare prevedono l’adozione di una corretta prassi operativa in ciascuna delle fasi di lavorazione della materia prima e la corretta applicazione di queste buone prassi diventa un punto critico di controllo per diminuire il rischio di contaminazione per via diretta o indiretta delle derrate di cereali biologici.

Su questo tema è stato svolto uno studio in Svizzera che ha dimostrato come, seguendo scrupolosamente le buone pratiche operative in particolare durante lo stoccaggio nei silos ed il trasporto, in celle e con cisterne dedicate ai cereali dichiarati “bio”, in nessun dei campioni di farine biologiche esaminate sono stati trovati residui di fosfina. E’ risultato concreto il problema dello stoccaggio e del trasporto di derrate certificate “bio” in celle o in cisterne precedentemente fumigate con fosfine e non esclusivamente dedicate a prodotti biologici.  Infatti è stata rilevata la presenza di tracce di fosfina (PH3) in prodotti della filiera cerealicola certificati biologici. Quindi una scarsa attenzione prestata alla gestione della fase di sanificazione e stoccaggio dei cereali può rappresentare il rischio di prodotti biologici contaminati da tracce di fosfina. Chiaramente questo aspetto va a discapito della salvaguardia della qualità dei prodotti biologici e della fiducia dei consumatori.

Alla luce di questa breve analisi sulla conservazione dei cereali, risulta evidente il vantaggio per il consumatore nel preferire il prodotto cerealicolo (farine, pasta, prodotti da forno, etc) biologico perché offre un prodotto di qualità e soprattutto un prodotto salubre, ma bisogna anche fare attenzione che questa qualità sia preservata anche in tutte le fasi di lavorazione che seguono la produzione in campo, attraverso le scelte di gestione e trattamento del prodotto che lo garantiscano biologico fino alle nostre tavole.

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