Gli agrofarmaci

Gli agrofarmaci
25 Mar 2014

L’espressione “prodotti fitosanitari” (chiamati anche antiparassitari, fitofarmaci o pesticidi) definisce una categoria di sostanze a composizione chimica diversa, in grado di difendere le piante dagli attacchi da parte di insetti, acari e funghi (crittogame) o dalla diffusione di piante infestanti.
Per tale motivo essi si suddividono in:
1.    insetticidi e acaricidi;
2.    anticrittogamici o fungicidi;
3.    diserbanti.

Gli insetticidi, sono gli agrofarmaci più utilizzati e spesso i più tossici e inquinanti. Si tratta di sostanze che agiscono contro gli insetti e altri artropodi.
Ne esistono di tantissimi tipi, da quelli di origine naturale ammessi in agricoltura biologica (Azadiractina, Piretro naturale, Quassia ecc.) a quelli estremamente tossici, come i fosforganici. L’origine degli insetticidi i fosforganici risale all’epoca della Seconda guerra mondiale durante la quale vennero sintetizzati nei laboratori della Germania nazista, e destinati a impieghi bellici. Questi composti si è scoperto essere molto efficaci contro gli insetti dannosi alle colture.

Gli acaricidi sono sostanze utilizzate per contrastare la diffusione degli acari, parassiti fitofagi di piccole dimensioni appartenenti alla classe degli aracnidi (hanno otto zampe come i ragni), che si trova no sulle colture frutticole e orticole. In agricoltura biologica, qualora si rendesse necessario, è possibile intervenire con prodotti a base di olio minerale e rotenone, un prodotto naturale estratto dalle radici di piante tropicali della famiglia delle Leguminose.

• Gli anticrittogamici vengono utilizzati contro l’altra grande categoria dei nemici della piante: i funghi. I più diffusi sono lo zolfo e i sali di rame. Queste sostanze agiscono per contatto, cioè il prodotto deve necessariamente essere irrorato sui parassiti fungini. Esiste anche una nuova generazione di anticrittogamici che, contrariamente allo zolfo e al rame, sono sistemici,riescono cioè a entrare nel sistema circolatorio della pianta e quindi a proteggerla dall’interno, senza vincoli meteorologici. Infatti il rame e lo zolfo vengono dilavati dalle piogge perdendo il proprio effetto, mentre gli anticrittogamici sistemici mantengono nel tempo la loro efficacia.

• I diserbanti, detti anche erbicidi, sono utilizzati per il controllo delle malerbe  (piante infestanti). In Italia, negli anni ‘80, l’utilizzo incontrollato di diserbanti, in modo particolare dell’atrazina, provocò un grave inquinamento dei fiumi. Questo diserbante, che veniva utilizzato profusamente nelle colture di mais e sorgo, si lega ai colloidi del terreno e viene rilasciato gradatamente nelle acque, inquinandole.
Vista la sua persistenza e la sua tossicità, nel 1992 l’atrazina venne definitivamente bandita dalla nostra agricoltura, ma è tuttora impiegata in altre parti del mondo.
In agricoltura biologica è vietato l’impiego di diserbanti e perciò si ricorre a tecniche agronomiche e colturali che limitano la diffusione delle piante infestanti, come le rotazioni, le lavorazioni superficiali, il pirodiserbo, la pacciamatura.

Recentemente il Parlamento Europeo ha istituito un quadro normativo comune per l’utilizzo sostenibile dei pesticidi, mirando alla riduzione del loro impatto sulla salute umana e sull’ambiente, favorendo tecniche alternative «al fine di ridurre la dipendenza dall’utilizzo di pesticidi»

 

Fonti: “Scegliere l’agricoltura biologica”, ed  Giunti, 2010

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