Fine delle quote latte: tutte le novità adottate per il sostegno della filiera

Fine delle quote latte: tutte le novità adottate per il sostegno della filiera
03 Mag 2015

Il Consiglio dei Ministri n. 62 del 29/04/2015 ha approvato il decreto legge urgente per il rilancio dei settori agricoli in crisi. Tra le principali novità ci sono alcune misure a tutela della filiera del latte con l’approvazione di interventi urgenti per la gestione della fine delle quote latte, definitivamente sospese dal 01/o4/2015.

È stata prevista l’attuazione della rateizzazione in 3 anni senza interessi per le multe dell’ultima campagna. La norma prevede l’attuazione della disposizione comunitaria per il pagamento delle multe per l’ultima campagna lattiera in 3 anni e senza interessi. Gli allevatori interessati potranno presentare domanda all’ AGEA entro il 31 agosto 2015.

Viene poi introdotta la compensazione quote ultima campagna. Per non gravare ulteriormente sugli allevatori, con la norma si amplia la possibilità di compensazione tra produttori, nell’ambito della quota nazionale, per l’ultima campagna consentendo a chi ha superato le quote fino al 12% di compensare fino al 6%, cosa che prima non era prevista e che vedeva scattare la sanzione sull’intera percentuale di splafonamento (superamento della quota).

Viene inoltre stabilito che i contratti di vendita dovranno avere forma scritta e con durata minima di un anno. Con il decreto viene ribadita la necessità del contratto scritto come previsto dall’art. 62 del decreto-legge n. 1 del 2012, e si introducono delle novità rilevanti:

  • la durata minima dei contratti è fissata a 12 mesi;
  • il contratto deve espressamente contenere il prezzo da pagare alla consegna che può essere fisso o legato a fattori determinati, come indicatori di mercato, volume consegnato e qualità o composizione del latte crudo;

Prevista in ultimo la creazione dell’ Interprofessione del latte per organizzare la filiera del latte. Per rafforzare la filiera si definisce:

  • la creazione di un unico organo interprofessionale, che potrà prendere decisioni valide “erga omnes”, a determinate condizioni, come accade in altri Paesi europei come la Francia;
  • che per favorire l’aggregazione l’organizzazione interprofessionale deve arrivare al 20 % di rappresentatività degli operatori;
  • che l’ Interprofessione ha un campo d’azione che comprende le regole di produzione, la commercializzazione, la promozione, i contratti tipo, la tutela ambientale e la ricerca.
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