Etichettatura facoltativa delle carni bovine. Entra in vigore la procedura semplificata

Etichettatura facoltativa delle carni bovine. Entra in vigore la procedura semplificata
19 Apr 2015

E’ uscita il 13/04/2015 la circolare del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali che porta una serie di chiarimenti applicativi sul recente D.M. 16 gennaio 2015 recante “Nuove indicazioni e modalità applicative del Regolamento (CE) n. 1760/2000 per quanto riguarda il Titolo II relativo all’etichettatura delle carni bovine e dei prodotti a base di carni bovine a seguito delle modifiche introdotte dal Regolamento (UE) n.653/2014”.

Questo Regolamento prevede l’istituzione di una etichettatura facoltativa delle carni bovine semplificata dove le informazioni facoltative aggiunte devono essere oggettive, verificabili dalle Autorità competenti e comprensibili per il consumatore. Inoltre tali informazioni devono essere conformi alla legislazione orizzontale in materia di etichettatura ed in particolare al Regolamento (UE) n. 1169/2011.

Il nuovo regime, in vigore dal 13 dicembre 2014, rende non più applicabile il decreto ministeriale 30 agosto 2000 che ha fornito indicazioni e modalità applicative del Regolamento (CE) n. 1760/2000 sull’etichettatura obbligatoria e su quella facoltativa delle carni bovine e dei prodotti a base di carni bovine.

In particolare, non è più necessaria l’approvazione, da parte dell’autorità competente (MIPAAF), del disciplinare dell’etichettatura facoltativa e vengono meno i relativi controlli da parte dell’organismo indipendente.

Il decreto ministeriale 16 gennaio 2015 introduce una normativa semplificata per la gestione dell’etichettatura volontaria rispetto a quella precedente. Infatti, non è più previsto l’obbligo di un disciplinare approvato dal MIPAAF ma la comunicazione del possesso di un disciplinare di etichettatura e il suo deposito presso l’Ufficio Mipaf preposto, per gli operatori o le organizzazioni che intendono riportare in etichetta una serie di informazioni considerate ad alto valore aggiunto (il sistema di allevamento, la razione alimentare, la tipologia di alimentazione, i trattamenti terapeutici, l’epoca di sospensione dei trattamenti terapeutici, il benessere animale, la razza o il tipo genetico). L’Ufficio competente si limiterà a verificare la rispondenza del disciplinare e dei relativi piani di autocontrollo e controllo alla normativa vigente. In tal modo, fermo restando il rispetto della normativa comunitaria in materia, si potrà continuare a garantire un sistema sufficientemente trasparente e sicuro, in grado di consentire delle scelte alimentari consapevoli, così come previsto nel citato Regolamento (UE) n. 1169/2011.

Share

admin
admin