Conosciamo meglio uno dei principali strumenti di sviluppo per le aree rurali: il GAL e l’approccio Leader

Parliamo di sviluppo locale
06 Mar 2016

Cosa sono i Gruppi di Azione Locale (GAL)

Ai Gruppi di Azione Locale  -GAL- partecipano soggetti pubblici e privati, rappresentativi delle diverse realtà socio-economiche del territorio. I principali compiti del partenariato sono l’individuazione degli obiettivi e delle linee di attività da realizzare con le strategie locali. Per l’attuazione e  gestione delle strategie locali, i partenariati dei GAL generalmente assumono una forma giuridica (es. società consortili, s.r.l., fondazioni, ecc.) e si dotano di una struttura operativa composta da uno staff tecnico che realizzi tutte le attività necessarie per l’attuazione dei Piani di sviluppo locale (diffusione di informazioni sulle azioni programmate; elaborazione e pubblicazione dei bandi per selezionare i beneficiari dei Programma di Sviluppo locale; accompagnamento ai beneficiari; monitoraggio delle attività realizzate, ecc.).

Cos’è il metodo LEADER

Leader, acronimo di Liasion Entre Actions de Development de l’Economie Rural (collegamento tra le azioni di sviluppo dell’economia rurale) promuove lo sviluppo endogeno e sostenibile delle aree rurali. Si basa sul cosiddetto approccio “bottom-up” e pone al centro dell’attenzione i GAL (Gruppi di Azione Locale costituiti da un partenariato pubblico – privato ) che hanno il compito di elaborare e realizzare a livello locale una strategia di sviluppo pilota, innovativa, multisettoriale e integrata (il PSL – Piano di Sviluppo Locale). Da circa venti anni nelle aree rurali grazie il Leader, è lo strumento comunitario principale per promuovere lo sviluppo locale, sono stati realizzati progetti per rafforzare la competitività del sistema economico locale, migliorare la qualità della vita, favorire un uso sostenibile delle risorse naturali, valorizzare il patrimonio storicoculturale.  Migliaia di famiglie italiane hanno potuto continuare a vivere nella propria terra d’origine, vedere migliorare le proprie condizioni di vita, avere occasioni di occupazione. Se questi pochi dati già danno evidenza del contributo di Leader per lo sviluppo delle zone rurali italiane vi sono altri risultati di carattere qualitativo che scaturiscono dalle modalità con cui i principi di metodo che ne guidano l’azione vengono realizzati. Il metodo, ideato con l’obiettivo di contribuire a generare in ogni territorio la capacità di promuovere e realizzare in maniera autonoma e autopropulsiva il proprio sviluppo, viene concettualmente e operativamente sviluppato attorno a due fattori dei sistemi locali: il sistema delle risorse endogene (economiche, ambientali e sociali) e il sistema relazionale locale. L’attenzione al sistema delle risorse locali segna il passaggio verso una nuova etica della politica comunitaria basata su criteri quali la sostenibilità, la responsabilità e la solidarietà per garantire, alle generazioni attuali e future, un ambiente salubre ed evitare il degrado e la scomparsa di risorse naturali, storiche, culturali non ripristinabili. Così come l’attenzione al sistema relazionale locale, attraverso una concreta e fattiva partecipazione degli attori delle aree rurali ai processi decisionali per la programmazione e gestione del sostegno pubblico, favorisce una maggiore equità garantendo alle comunità locali la possibilità di fruire delle risorse e di trarne delle opportunità. Gli effetti di Leader quindi vanno ben oltre i risultati economici e finanziari e coinvolgono tutto il sistema di governance delle politiche di sviluppo comunitarie, nazionali/ regionali e locali. In sintesi il metodo Leader ha contribuito e contribuisce ad innescare e consolidare processi di: cambiamento politico (in relazione ai principi e alle finalità del sostengo comunitario per lo sviluppo economico) e innovazione istituzionale e sociale (in relazione al processo di decentramento nella gestione e accesso al sostegno comunitario che ha favorito processi partecipativi delle comunità locali).

Chi conosce bene Leader potrebbe dire che è uno strumento complicato, di difficile gestione però a circa vent’anni dalla sua introduzione Leader costituisce ancora il principale strumento. Si tratta di una politica di sostegno in continua evoluzione per le modalità con cui i principi di metodo che ne guidano l’azione vengono realizzati. Compito che dovrà assolvere anche nella programmazione 2014-2020.

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