­Novità: introdotta l’indicazione di origine anche per le carni di specie suina, ovina, caprina e di volatili

­Novità: introdotta l’indicazione di origine anche per le carni di specie suina, ovina, caprina e di volatili
10 Mag 2015

E’ entrato in vigore il 1° aprile 2015 il Reg. UE 1337/2013 che fissa le modalità di applicazione del Reg. (UE) n. 1169/2011 per quanto riguarda l’indicazione del paese di origine o del luogo di provenienza delle carni fresche, refrigerate o congelate di animali della specie suina, ovina, caprina e di volatili.

Vediamo quali sono le novità introdotte da questo Regolamento attuativo.

Tracciabilità

Il regolamento prevede che gli operatori del settore alimentare, in ogni fase della produzione e distribuzione delle carni di cui sopra, definiscano ed mettano in pratica un sistema di identificazione e di registrazione, tale da garantire:

a) il collegamento tra le carni e l’animale o il gruppo di animali, da cui sono state ottenute;

b) la trasmissione agli operatori nelle successive fasi delle informazioni di etichettatura previste dal regolamento.

Etichettatura delle carni

L’etichetta delle carni destinate al consumatore finale o ad una collettività, deve riportare le seguenti indicazioni:

  • luogo dell’allevamento, indicato come «Allevato in (nome dello Stato membro o del paese terzo)
  • luogo della macellazione, indicato come «Macellato in: (nome dello Stato membro o del paese terzo)»
  • codice di tracciabilità della partita.

I criteri di definizione al luogo dell’allevamento variano in funzione dell’età, del peso dell’animale e della composizione della confezione preimballata.

Considerate le diverse casistiche previste dal regolamento, si riporta uno schema esemplificativo.

Tutte le specie

L’indicazione “ORIGINE ITALIA” può essere utilizzata solo se l’animale è nato, allevato e macellato in Italia.

Suini

L’indicazione “ALLEVATO IN ITALIA” può essere utilizzata solo se:

  • L’animale viene macellato sopra i 6 mesi ed ha trascorso almeno gli ultimi 4 mesi in Italia;
  • L’animale è entrato in Italia ad un peso inferiore ai 30 kg e viene macellato ad un peso superiore ad 80 kg;
  • L’animale viene macellato ad un peso inferiore ad 80 kg ed ha trascorso l’intero periodo di allevamento in Italia.

Ovi-caprini

L’indicazione “ALLEVATO IN ITALIA” può essere utilizzata solo se:

  • L’animale ha trascorso almeno gli ultimi 6 mesi in Italia;
  • L’animale viene macellato sotto i 6 mesi ed ha trascorso l’intero periodo di allevamento in Italia.

Pollame

L’indicazione “ALLEVATO IN ITALIA” può essere utilizzata solo se:

  • L’animale ha trascorso almeno l’ultimo mese in Italia;
  • L’animale viene macellato sotto 1 mese di età ed ha trascorso l’intero periodo di ingrasso in Italia

Qualora il periodo di allevamento non sia stato raggiunto in nessuno degli Stati membri né dei paesi terzi in cui l’animale è stato allevato, l’indicazione è sostituita da «Allevato in: vari Stati membri dell’UE» o «Allevati in: vari paesi extra UE» o «Allevati in: vari paesi dell’UE e paesi extra UE».

Se più pezzi di carne, della stessa specie animale o di specie diverse, sono presentate nella stessa confezione al consumatore o a una collettività ma hanno indicazioni in etichetta diverse, l’etichetta indica:

  • per ciascuna specie, l’elenco dei relativi Stati membri o paesi terzi;
  • il codice della partita che identifica le carni fornite al consumatore o alla collettività.

Informazioni supplementari facoltative sull’etichetta

Gli operatori del settore alimentare possono integrare le indicazioni di cui sopra con informazioni supplementari relative alla provenienza delle carni. Le informazioni supplementari non devono essere in contrasto con quelle obbligatorie e devono rispettare le norme del capo V del regolamento (UE) n. 1169/2011.

 

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